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Il nemico necessario di Stefania Acierno A chi? Nei film è necessario che ci sia un nemico
da combattere perché trionfi la parte amica che è sempre quella buona e
giusta. Nella realtà è uguale. L’America per consolidare la propria unità
cerca sempre un nemico contro cui sfogare le frustrazioni, la rabbia e
l’impotenza dei cittadini degli Stati che fanno parte della federazione:
altrimenti comincerebbero a fare la guerra tra loro o contro il governo. I governanti per tenere il potere hanno
capito che non serve più il “panem et circenses” ma occorre un
nemico: far convergere l’attenzione su ciò che mette paura (la guerra
fredda, la guerra delle religioni, la guerra delle ideologie, la guerra
della razza, della lingua, abbigliamento, colore … ) per dividere sempre
più e seminare panico. Questo è ciò che fanno i governi,
soprattutto quelli di destra, dove l’assioma “siamo tutti uguali”
non è nelle loro corde perché sembra ledere l’individualità della
persona. Ciò che accade a livello di nazioni, accade
anche nelle regioni o contee, dove il campanilismo aiuta a sentirsi
migliori degli altri; accade nei paesini e nei gruppi omogenei di
qualsiasi tipo. Pensate a un gruppo qualsiasi…si, anche a quello! Esiste questo bisogno di affossare l’altro
(gruppo o persona che sia) per sentirsi migliori ed è proprio qui che
nasce il “capro espiatorio” e
noi ci sentiamo migliori, non per i nostri meriti ma perché abbiamo
bisogno di ritenere l’altro incapace per poter godere della
considerazione altrui. In genere chi ne fa le spese è il tipo
mansueto, ma può essere quello schivo, quello con qualche difetto fisico,
quello più tollerante; mai il furbetto o quello che ha il potere. Lì dove c’è uno stato di stress
lavorativo c’è bisogno di incanalare l‘aggressività repressa verso
un soggetto. Il mobbing si consuma in questo modo: con la
connivenza di altri che la pensano come noi, si parla e sparla del capro
designato (sempre a sua insaputa) tenendolo fuori dai rapporti comunitari,
omettendo informazioni e ridicolizzando i suoi atteggiamenti. E in genere ci si sente a posto perché anche
gli altri condividono gli stessi giudizi. La coppia che cerca e crea sempre il nemico
alla porta, si rinforza all’interno di sé stessa ma si avvia ad
aberrazioni che arrivano alla devianza assoluta (come i vicini di Erba) o,
nel migliore dei casi, resta scontenta e delusa dei rapporti con altri che
non siano amici di infanzia o familiari. La coppia in cui solo uno dei due cerca il
nemico è destinata al fallimento, perché non trovando solidarietà nel
congiunto, egli stesso diventa nemico e viene deriso e svalutato dal
compagno di fronte agli altri diventandone il “soggettone”. La coppia che non cerca nemici perché ha
bisogno individualmente del consenso degli altri è una coppia debole,
insicura, che spesso viene travolta o isolata dai vari contesti. A mio modo di vedere le cose, la prima coppia
è quella più inattaccabile e inossidabile. L’importante è che ricordi
di guardarsi intorno per confrontarsi superficialmente con le altre
persone: troverà sempre qualcosa di sbagliato e dirà di sé: “noi
avremmo fatto diversamente!” Vorrei pensare alla coppia in cui vivo come a quella che vuole percorrere il cammino giusto: quello dove impera l’equilibrio e dove non ci sono nemici…anche perché, lasciatevelo dire, sparlare lascia un friccico fastidioso nella coscienza e litigare è così faticoso
Stefania
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