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Immaginare la libertà. Conosciamo Silvano Agosti.

proposto da Alessandra Cavallarin

Carissimi abitanti de L’altracittà,
ho pensato di mettervi a parte di una delle mie passioni, visto che da qualche tempo le sto condividendo quasi tutte con voi.
Conosco l’opera di Silvano Agosti regista indipendente e scrittore che stimo ed ammiro profondamente.
Ho trovato il brano di un suo intervento in una trasmissione radiofonica ed ho pensato di trascriverlo e donarvelo sperando che anche in voi susciti quelle sensazioni forti che oscillano tra la condivisione, la rabbia, il fastidio e l’entusiasmo che ha suscitato ed ancora suscita in me ogni volta che lo ascolto. Eccolo:

“Uno degli aspetti più micidiali dell’attuale cultura è di far credere che sia l’unica cultura, invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno, per esempio il fatto che la gente vada al lavoro 6 giorni a settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare. Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto e della macchinetta.
Mentre fino a ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso - Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non e avrò un’altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare 5 a volte 6 giorni a settimana e mi lasciano un miserabile giorno per fare cosa? Come si fa in un giorno a costruire la vita?
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire; deve sempre pensare con la coscienza perfetta – Questi stanno rubandomi la vita in cambio di 2 milioni e mezzo al mese bene che vada mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile -.
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere 77 miliardi e un essere umano 2 milioni e mezzo al mese, bene che vada.
Secondo me poi, siccome c’è un parametro che con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati di almeno 100 volte, allora il lavoro dovrebbe diminuire almeno 10 volte, invece no, l’orario di lavoro è rimasto intatto.
Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla natura.
Pensa alla cosa più bella che la natura propone che è quella di fare l’amore e immagina di vivere in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare all’amore 8 ore al giorno: sarebbe una vera tortura! E quindi perché non deve essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole che fare l’amore.
Il fatto che la gente vada a lavorare 6 giorni a settimana.. Certo! Ho il mitra alla nuca e lo faccio, perché meglio leccare il pavimento o morire? Meglio leccare il pavimento! Ma quello che è orrendo in questa cultura e che leccare il pavimento è diventato addirittura un’aspirazione, capisci? Tutto ciò è oggettivamente mostruoso, ma laddove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.”

Speaker: “Si vabbè, ma ormai la situazione è irreversibile…”

“Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è tipico dello schiavo.
Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto quello che non è più capace di immaginare la liberta.
Ma rispetto a quello che hai detto adesso, quando Galileo ha enunciato che era la terra a girare intorno al Sole, ci sarà stato sicuramente qualcuno come te che gli avrà detto – Eh si, sono 22 secoli che tutti dicono che è il sole che gira intorno, mò arrivi te a dire questa stronzata? E come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani? –
- Non è affar mio, signori! -.
- Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell’ordine delle cose! Hai capito? -
Tutto l’occidente vive in un’area di beneficio perché sta rubando otto decimi dei beni del resto del mondo.
Quindi non è che noi stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina.. no, è un sistema politico che sa rubare otto decimi a tre quarti di mondo e che dà un po’ di benessere ad un quarto di mondo che siamo noi.
Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire o bisogna accorgersi che siete tutti morti.”


Silvano Agosti è nato il 23 Marzo 1938 a Brescia.
Si è diplomato all’Istituto Magistrale ed partito giovanissimo per Londra. Voleva vedere la casa dove è nato Charlie Chaplin e in seguito scoprire il mondo. Ha vissuto in Inghilterra, in Francia, in Germania svolgendo i lavori più umili e infine è partito a piedi, come un pellegrino medioevale per visitare tutto il Medio Oriente e l’Africa del nord. Si è iscritto nel 1960 al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove si è diplomato nel 1962, vincendo il ciack d’oro che gli viene consegnato dal Presidente della Repubblica.
Dopo aver lavorato con Marco Bellocchio alla sceneggiatura, i dialoghi, il montaggio de "I pugni in tasca", nel 1967 esordisce col lungometraggio con "Il giardino delle delizie". Fortemente censurato in Italia e invitato all’esposizione universale di Montreal. Nel 1975 dirige "Matti da slegare" con Marco Bellocchio, Sandro Petraglia e Stefano Rulli.
Dal 1976 al 1978 è docente di montaggio al Centro Sperimentale di Cinematografia. Il suo cinema Azzurro Scipioni, nel quartiere Prati, diviene un punto di riferimento per i film d’arte e per quello impegnato. Nel 1983 termina "D’amore si vive", personalissima ricerca sulla sensualità e i sentimenti in una Parma tutta speciale.
Intorno agli anni 80 inizia la sua attività letteraria che produrrà romanzi come "l’UOMO PROIETTILE" (candidato al Premio Strega) "UOVA DI GAROFANO", "LA RAGION PURA", "IL SEMPLICE OBLIO" , "LETTERE DALLA KIRGHISIA.
Vive, gioca e lavora a Roma. Se vi piace il personaggio, potete visitarne il sito www.silvanoagosti.com

 
 

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