Kontrokorrente

 

 

La storia insegna... 

di Stefania Acierno

La Storia insegna… solo se viene studiata veramente!

Il Potere non va d’accordo in Italia con il buon governo, sembra che tutti, giunti su quelle maledette poltrone perdano il senno. Li sentiamo gridare prima che siano eletti il loro credo e poi a elezione avvenuta sentiamo solo rigurgiti di quella protesta e mai che ci spieghino qualcosa in chiaro… è responsabilità dei giornalisti? E responsabilità dei tanti  soldi guadagnati facilmente oltre quelli di indennità d’ufficio che gli diamo? È la retrocultura politica cristiana? Cos’è che li corrompe quasi immediatamente?

Quanti altri dobbiamo averne di questi  politici prima di rinnovare e pulire il Parlamento e il Senato? Questo chiede la gente: possibile che non è stato capito? O il primo luogo qualunquista è in quelle mura? Cosa vogliono i politici dalle persone? E perché gli italiani non li ascoltano più e fanno di tutt’erba un fascio?

Chi ha cominciato la distruzione?

Quando i cattolici sono entrati come partito nel gioco politico è iniziato un gioco sporco. Sporco e poco leale. Sporco di peccati (e non più reati!) confessati e perdonati e non più perseguiti. “Scagli la prima pietra chi non l’ha fatto” è diventato il motto del parlamento. Salvare tutti gli eletti da qualsiasi vergogna prodotta è stato ed è ancora il diktat dell’unità parlamentare. In nome di uno stipendio e pensione sicuri (e chi la leva a Mastella? L).

I milioni di italiani che nel corso di 60 anni hanno usufruito di una raccomandazione, hanno asservito un popolo a un regime paracristiano, dove a perdonare - ma non a rimediare -  gli errori ci pensa il politico divenuto sacerdote di un o stato che si prende cura di chi lo elegge con voto di scambio. Male ne incorre, manca il limite morale. I cattolici politici, animati inizialmente da uno spirito di servizio, sono diventati sepolcri infetti che diffondono una cultura mafiosa …e si stupiscono quando qualche magistrato viene a capo dei loro misfatti… non possono credere che ciò che si compie sia un crimine…diamine lo fan tutti!

Mastella, affossatore di governo accertato, ministro della giustizia, alla testa di cortei cattolici per la famiglia (valori di onestà assicurati.. vorrei vedere i suoi figli in cosa credono)

Casini, divorziato, alla testa di cortei cattolici per la famiglia (quale? La prima la seconda la terza…e i figli? Saranno ipocriti anche loro?)

Berlusconi, traffichino arricchito, alla testa di cortei dei professionisti che lavorano sodo per pagare le alte tasse (quando non le evadono) – forse anche i suoi figli prendono 1.400 euro/mese con casa da comprare e bambini da pagargli l’asilo nido comunale…

per favore non votiamo più i cattolici, votiamo i protestanti. Facciamo fare delle liste a coloro che non fanno setta, che credono nella legge del dente per dente e nella pena come redenzione dall’errore!

Non voglio cattolici al governo, troppo buoni: soprattutto tra loro.

Non voglio questi cristiani italiani al governo. Credo che i cristiani veri non siano più in Italia. Il cristiano in Italia è solo un nome vuoto, non significa nulla: infatti non prega, non partecipa alla S. Messa, non si confessa, non medita, non crede nello Spirito Santo, nella Comunione dei Santi, nella Chiesa come sposa di Cristo, nella resurrezione della carne.

Crede che tutto è perdonato, ma non conosce il rigore delle Scritture. Crede che in vita può fare tutto ciò che vuole, tanto Dio è Amore e Misericordia. Crede che basti pentirsi all’ultimo istante e non perde tempo a fare del suo meglio in vita. Tutto ciò che crede è vero ma questo cristiano usurpa un nome perché è opportunista e non ama Dio con tutto sé stesso.

Il Cristiano è votato all’amore. Per sua natura non può stare al potere. Diffonde l’amore con l’esempio della vita, con la verità del suo operato. Non si nasconde nell’egoismo ma affronta le responsabilità affidando la sua vita al Dio in cui crede. Questo è il seguace di Cristo, del Messia, del Salvatore, del Prescelto, dell’Unto del Signore: il Cristiano!

La storia insegna: la commistione di religione e potere è fallimentare: se lo ricordi Sarkozy, eletto con la moglie al fianco, subito dopo divorziato per i suoi egoismi e ora nei suoi discorsi parla di Dio e del valore della religione. Come facciamo a credere in quello che dice? Che titolo ha?

Non mischiamo politica e religione, ma non chiudiamo la bocca al Papa per non sentirlo parlare di morale:  è l’unica voce autorevole in Italia che protegge i proletari e condanna i prevaricatori, che chiede sostegni per la famiglia e parla di solitudine dei bambini. Che parli, e che noi ascoltiamo!

                                                                                                     

                                                                                                          Stefania

 

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