Chi siamo e cosa faremo


DAL MANIFESTO COSTITUTIVO

Cos'è un luogo di attivazione

Leggete gente leggete

Non vi fermate…

Tranquilli nessuno attiva nessuno..

Ciò che è attivo é gia dentro di VOI e sta spingendo per emergere.

E’ attivo sicuramente perché intorno a noi e nel mondo il POTERE (indipendentemente da chi lo gestisce) sta facendo grossi sforzi per – impostare - controllare -  dirigere.

È attivo perché non c’ è momento della vostra vita in cui non vi chiediate se ne valga la pena. È attivo perché quando vi trovate in un gruppo qualsiasi siete in conflitto ma non vi potete esimere dal dire la Vostra.

È attivo perché nonostante da qualche decennio ci venga detto che è tutto uno schifo e che non cambia niente a Voi proprio non riesce di fregarvene.

Abbiamo pensato di proporre questo luogo dove l’attivazione personale trovi struttura e dimensione, dove ciò che viene pensato venga detto (o scritto) e dove ciò che viene scritto resti.

E’ il luogo dove chi ancora non sa di essere attivo ne tragga consapevolezza.

L’attivazione per avere ”luogo” non può essere isolata ma collettiva, d’insieme; conflittuale o dialettica ma che risponda ancora una volta al quel dannato incontenibile desiderio di ogni IO di diventare un NOI. 

Soggettivo

Perché non può essere altrimenti.

Moltissimi, lunghissimi e tristissimi anni ci hanno portato a studiare alacremente per acquisire il vademecum basilare del minimalismo.

Tagliare le punte, ridurre gli estremismi, abbassare i toni, schivare gli scontri diretti è un tracciato comportamentale che come ogni tracciato elettroencefalogafico misura lo stato del nostro individualismo.

E giù a cercare sempre il rovescio della medaglia, una botta al cerchio e una alla botte (i cerchiobottisti stanno per scendere “in campo”) che di per sé non sarebbe male se servisse ad alimentare il nostro equilibratissimo senso critico.

Ma se serve … e lo sappiamo tutti che serve… a non esporci a non venire classificati, giudicati, se serve a non diventare vulnerabili, a non esprimere la debolezza delle nostre passioni allora il minimalismo è un virus e L’altraCITT@’ è la cura.

Esprimiamoci gente! Alziamo toni ed emozioni, sentimenti e ragionamenti, convinti come siamo che non ci sia niente di più oggettivo di un rutilante e appassionato gruppo di SOGGETTI.

Cosa faremo

Ci occuperemo delle persone, come componenti la società, come creatori della politica, come soggetti della storia.

Ci occuperemo dei loro bisogni e delle risposte a questi bisogni.

Cercheremo di riconoscere il disagio visibile e quello non visibile.

Cercheremo di incontrare chi opera ma sentiremo anche chi parla. Non saremo vincolati da alcuna fede religiosa o qualsivoglia ideologia, ma non saremo neanche agnostici e laici, se a queste parole si vuol dare l’accezione della mancanza di ogni credo.

Percorreremo molte strade e, di queste, alcune le sceglieremo.

Consumeremo molte idee e con alcune arricchiremo il nostro manifesto. Non distruggeremo nulla senza sapere cosa ci andremo a costruire poi. Quando nella storia è stato fatto molti uomini e donne hanno pagato un prezzo salatissimo. 

Chi verrà in questo luogo 

Soluzione A  Tutte le persone intelligenti.

Soluzione B Gente senza distinzione di cultura, razza, religione, colore della pelle etc.

La seconda che hai detto.

Ma non verranno tutti; e non e detto che saremo tanti.

La permanenza in un luogo di attivazione richiede ENERGIA; l’energia che si libera dalla espressione del proprio pensiero o nel tentativo di liberare un emozione o nello sforzo di ammettere che su alcune questioni si è presa una bella cantonata.

Tutto questo costa anche un po’ di fatica ed è probabile che si possa partire con i soliti 4 amici pronti a sporcarsi le mani, 4, 400, 4000.

Vogliamo offrirvi il nostro impegno a diventare i garanti della libertà di questo luogo; della accettazione incondizionata di tutte le idee che non arrechino umiliazione alla umana dignità, di tutte le iniziative (virtuali e non) che portino con se una significativa carica di umanità e la ricerca della diversità.

Non saremo mai obiettivi - non ne abbiamo la presunzione - e non siamo disposti ad atteggiamenti prudenti per mostrarne una parvenza.

Le opinioni della gente stanno sempre da una parte: da quella della ragione o da quella del torto, alternativamente, ma da una parte.

La storia, la società, la politica, sono il prodotto del confronto tra quelle opinioni.

Tiriamole fuori.

 

LA REDAZIONE

 

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